La riflessione civile e la ricerca storica che si è sviluppata in concomitanza con il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, hanno permesso di dare nuova luce al contributo dei cattolici alla storia italiana e alla costruzione dell’identità nazionale: esso già nell’800 e lungo tutto il ‘900 è stato profondo e a tratti determinante. Infatti, pur proponendosi in forme diverse e sostenendo differenti scelte politiche e sociali, sia la comunità cristiana in quanto tale, sia i cattolici attraverso le forme dell’associazionismo laicale, culturale ed educativo, economico sindacale e politico hanno svolto un ruolo essenziale nella formazione della coscienza civile e dell’identità culturale italiana. Senza dimenticare tutti quei cattolici, laici e sacerdoti, che hanno rischiato e sovente sacrificato la vita per la causa della libertà, in particolare nell’opposizione al fascismo e nella lotta di Resistenza …
Oggi, in un tempo in cui è sempre più necessario scoprirsi o riscoprirsi uniti, occorre che i cittadini, le istituzioni, le forze sociali politiche e culturali si riprendano questo compito e questa responsabilità di “costruire identità” adeguate ad affrontare le esigenze dei nostri tempi. In questa prospettiva anche la comunità cristiana e in essa l’AC è nuovamente chiamata, come in frangenti passati, a fornire un contributo: l’impegno civile di fronte alle sfide della stagione che stiamo vivendo è un modo concreto e necessario per servire il bene comune: il terreno della costruzione dell’identità è parte integrante e decisiva di quella “sfida educativa” che costituisce la prospettiva assunta dalla chiesa italiana per i prossimi anni. In particolare come cittadini e come cristiani possiamo sottolineare alcuni aspetti decisivi:
– la costruzione di un senso di comunità, superando la visione individualistica oggi tanto diffusa ma inadeguata, per recuperare il valore della “persona in comunità”
– la visione della politica come “amicizia civica” che, nella diversità di opzioni progetti e strumenti, sa individuare ed evidenziare i valori comuni e condivisi, operando in modo rispettoso delle regole comuni;
– il valore fondamentale delle istituzioni, quali espressioni e strumenti dello stato a servizio di tutti i cittadini, vere e proprie garanzie per il rispetto e lo sviluppo della libertà; in questo senso occorre comprendere il carattere “progressivo” della Costituzione, che non si limita ad indicare regole e libertà formali, ma segnala anche la prospettiva di valore verso cui la società deve essere orientata (emblematici gli articoli 2 e 4 della Carta).
Sabato 2 aprile alle 16.30 a Pompei, presso la sede della Conferenza Episcopale Campana (Sala Marianna De Fusco), ci sarà un convegno pubblico dal titolo “Memoria e futuro. L’impegno dei cattolici organizzati nell’Italia unita a servizio del bene comune” durante il quale interverranno Raffaele Cananzi (già presidente nazionale dell’Ac) e Giuseppe Palmiziano (dell’Università di Salerno) che saranno moderati da Nico de Vincentiis (giornalista Rai).